Eventi a Belpasso

Le 100 Sculture e quella scommessa che è diventata realtà
Carlo Caputo, Sindaco di Belpasso

Tagliare il nastro inaugurale del sesto Simposio di Scultura è per me un’emozione forte e doppia: come cittadino orgoglioso di vedere svilupparsi un nuovo brand per Belpasso, e come sindaco perché promotore di un progetto che quattro anni fa, al suo esordio, rappresentava per noi una scommessa ambiziosa, stimolante e complessa.
Oggi traccio un primo bilancio: cinque Simposi portati avanti con una nutrita e qualificata partecipazione di artisti e ampio gradimento del pubblico; ben 48 opere realizzate e altre quattro nuove che verranno scolpite in questi giorni; 33 opere già collocate negli spazi urbani in quello che è il nostro originalissimo museo a cielo aperto; l’entusiasmo spontaneo degli artisti locali che hanno arricchito il parco delle sculture; il sostegno degli sponsor privati che ormai sono il motore economico di un progetto che di fatto è a costo zero per le finanze comunali.
Direi che quella ‘scommessa’ è diventata una realtà e il motivo portante - l’idea di marketing culturale, territoriale, turistico - che ruota intorno a quello slogan bello e ricco, “Belpasso, la Città delle 100 Sculture”, si afferma e si consolida, come faro di una città capace di guardare avanti espri- mendo le proprie migliori potenzialità. 

Il mito riattualizzato attraverso il linguaggio scultoreo
Virgilio Piccari, Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Catania

La sesta edizione del Simposio Internazionale di Scultura “L’oro nero dell’Etna” quest’anno rientra nelle prestigiose manifestazioni del cinquantenna- le della fondazione dell’Accademia di Belle Arti di Catania, dando continuità ad un progetto condivi- so dall’amministrazione comunale di Belpasso che si proietta sempre di più a diventare la città delle 100 sculture. Anche questa edizione, coordinata e diretta da Antonio Portale con la cura di Giuseppe Frazzetto, mira ad unire l’esperienza didattica con quella professionale basandosi sempre sulla formula vincente che vede i maestri dialogare con gli studenti.
Nella riattualizzazione del mito, attraverso il linguaggio scultoreo, si intravede tutta la tensione e la sensibilità del contingente che parla di valori universali, racchiudendo nelle tante narrazioni e simbologie il grande libro della storia dell’umanità. Una mitologia rivisitata con gli occhi del presente da maestri e studenti stranieri che indagano il nostro territorio e accettano la sfida con un mate- riale difficile e di potente bellezza nel contempo, il basalto lavico, capace di mettere a dura prova le capacità tecniche, formali nonché la resistenza di chiunque si imbatte con esso.
Interessante in questa operazione è l’emergere di stili e poetiche artistiche differenti, anche a secon- da della provenienza degli artisti i quali si rapporta- no ad un lavoro che se da un lato conserva una sua dimensione preziosa e manuale, dall’altro nasce da una progettualità che prevede l’interazione con lo spettatore, visiva, mentale e fisica. Quindi si tratta di un lavoro che si sviluppa su diversi piani estetici e di un progetto nel quale si affermano frammenti di pensieri, parole, immagini e simboli in cui il vulcano Etna dialoga con gli elementi naturali, contribuendo ad una ricerca estetica che si muove tra antico e presente ma sempre in stretto rapporto tra micro e macrocosmo.

Il percorso urbano di Belpasso, “giardino di pietre pensanti”
Giuseppe Frazzetto, curatore del Simposio

Terra di scultori, terra di sculture. La Sicilia da sempre cresce artefici e ne accoglie altri, maturati in terre vicine, mediterranee, o lontanissime. Il nesso fra ricerca autoctona e accoglienza ha accompagnato lo sviluppo della scultura in Sicilia dagli esordi arcaici e poi classici fino agli esiti recenti d’un formare che tende talvolta a mitologie propriamente moderne, e però pronte ad accoglie- re suggestioni eterogenee e ibridazioni culturali.
Il secolare “farsi scultura” del sogno isolano si concentra ovviamente in specifici luoghi: musei, spazi aperti, persino città. Questa sequenza di spazi qualificati per la scultura da qualche anno si concretizza nel percorso urbano di Belpasso, “giardino di pietre pensanti” in cui la pietra lavica (Oro nero dell’Etna) trova forme variegate, talvolta attente all’interpretazione del visibile o dell’imma- ginario, altre volte concentrate sul gioco dei volumi, dei pieni e dei vuoti. L’impressionante messe di nuove sculture (per giunta prodotte nell’esibirsi pubblico del saper fare, secondo la popolare forma del “Simposio di scultura”) dà ragione del lavoro creativo di maestri e di giovani, perfino di studenti delle Accademie italiane – a partire da quelli dell’Accademia di Catania.
Al raggiungimento della meta delle “100 sculture” (obiettivo a cui poi di certo il Comune di Belpasso non vorrà fermarsi) quest’anno daranno il loro contributo quattro artisti assai diversi per linguag- gio e provenienza (com’è giusto che sia): Gemma Domínguez, Ulises Jimenez, Asia Romaniuk e Jiefu Zhou. Non ancora realizzate, già nell’istanza progettuale le loro sculture iniziano a respirare l’aria solenne e cordialmente umana del Vulcano e delle sue raffinate millenarie culture. 

"Belpasso, la Città delle 100 Sculture" è un progetto dell’amministrazione comunale di Belpasso
www.comune.belpasso.ct.it

Contenuti e sviluppo di questo sito web sono il frutto di una iniziativa indipendente promossa da Agostino Laudani
www.agostinolaudani.it